Sembra ieri, quando arrivò la notizia della tua scomparsa dopo tempo di travagli nella tua Milano, ancora oggi fa strano pensare ad una Milano, una Italia ed un Milan senza di te, un vuoto incalcolabile per i cuori di chi, come me, ti vede come una divinità ed anche per chi, rantolante dall'invidia, ha comunque giovato dalle tue creature.
Per noi un Presidente immenso come forse altri 2 o 3 nella storia ma soprattutto un leader, un simbolo, colui che nei momenti peggiori portava la classe, l'eleganza, gli attributi ma soprattutto un carisma irripetibile, quell'elicottero a Milanello è negli occhi di tutti noi Milanisti come l'arrivo del Messia e spesso la luce in fondo al tunnel che poco prima dell'arrivo non si intravedeva.
Quelle parole prima e dopo le partite più pesanti, quello sguardo rigido e fiero è da sempre e per sempre, per tutti, anche per i semplicissimi tifosi una garanzia di sicurezza, protezione ed una quasi commovente devozione verso chi sai con certezza che è semplicemente UNICO, tutt'oggi con noi, con me, un semplice ragazzo tifoso che dorme affianco alla maglia del Milan con il tuo cognome ed un 29 come le volte che ci hai fatto esultare e piangere sollevando 29 trofei.
Grazie di tutto, Silvio, semplicemente l'esempio per un ventinovenne che ti ha negli occhi da quando ha imparato a pronunciare il tuo cognome, pesantissimo.
Nicola Alampi, il tuo primo tifoso, il primo a piangere in quel rovente Giugno che fu in grado di gelare tutto.
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